Allarme per i cumuli di pietre in montagna: un pericolo per l'ambiente e la sicurezza dei sentieri
Alpinismo

Allarme per i cumuli di pietre in montagna: un pericolo per l'ambiente e la sicurezza dei sentieri

In un'epoca in cui la condivisione sui social network è diventata una prassi comune, un fenomeno apparentemente innocuo sta destando crescenti preoccupazioni tra gli specialisti dell'ambiente montano e le organizzazioni alpinistiche. Le cosiddette "omini di pietra", cumuli di sassi costruiti dagli escursionisti, un tempo guide essenziali per pastori e viaggiatori, si sono trasformate in vere e proprie opere d'arte personali, spesso create per essere fotografate e immortalate online. Tuttavia, questa pratica, diffusasi in maniera esponenziale, sta minacciando la delicata stabilità degli ecosistemi d'alta quota e sollevando questioni critiche sulla sicurezza dei percorsi.

Dettagli sull'Allarme per gli Omini di Pietra nelle Regioni Alpine

Da secoli, i cumuli di pietre hanno rappresentato un punto di riferimento fondamentale per coloro che attraversano le impervie terre montane, dai ghiaioni agli altopiani, in assenza di altri indicatori. La loro funzione originaria era quella di segnavia affidabili. Ma negli ultimi tempi, come segnalato da diverse associazioni alpinistiche, tra cui l'Österreichischer Alpenverein (Club Alpino Austriaco), la situazione è cambiata drasticamente. Nelle montagne austriache e nell'Alto Adige, la creazione spontanea di decine, se non centinaia, di nuove formazioni rocciose ha raggiunto livelli allarmanti.

Il Club Alpino Austriaco ha lanciato un appello urgente agli escursionisti, sottolineando che lo spostamento delle rocce per la costruzione di questi nuovi "uomini di pietra" non è affatto un gesto innocente. Tale attività, infatti, può alterare irrimediabilmente i delicati equilibri naturali degli ambienti d'alta quota. Markus Welzl, vicepresidente dell'ÖAV, ha evidenziato che la maggior parte dei costruttori di questi cumuli improvvisati non è consapevole delle gravi conseguenze ambientali. Per questo motivo, l'organizzazione ha scelto di puntare sulla sensibilizzazione e l'informazione, piuttosto che su sanzioni punitive, al fine di educare i visitatori.

Il problema principale non risiede negli omini tradizionali, eretti con uno scopo specifico e mantenuti nel tempo, ma nella proliferazione indiscriminata di costruzioni temporanee, spesso prive di una vera utilità pratica. Sotto ogni singola roccia, infatti, si cela un microhabitat vitale per invertebrati e piccoli organismi, che trovano riparo e conservano l'umidità necessaria per la loro sopravvivenza. La rimozione di queste pietre espone il suolo, spesso sottile e vulnerabile, a una maggiore erosione causata da vento e pioggia, rallentando drasticamente i processi di rigenerazione naturale, specialmente ad altitudini elevate. Biologi come Sebastian Pilloni, ranger del Parco naturale del Karwendel, e Julia Seeber, esperta di biodiversità degli ecosistemi alpini, hanno confermato questi rischi.

Una ricerca pubblicata nel 2020 sulla rivista "Human–Wildlife Interactions" ha identificato la crescita degli omini di pietra "fotogenici" come una minaccia emergente per la biodiversità degli ambienti rocciosi, direttamente collegata al turismo. Lo studio ha evidenziato come un'azione, apparentemente minima se compiuta da un singolo individuo, possa avere un impatto significativo se replicata da migliaia di visitatori.

Oltre agli impatti ambientali, esiste un grave problema di sicurezza. Gli omini autentici sono strumenti indispensabili per l'orientamento, soprattutto in zone impervie, sopra il limite del bosco o in condizioni di scarsa visibilità. La presenza di cumuli arbitrari può generare indicazioni errate, confondendo gli escursionisti e mettendoli in situazioni di pericolo. Per questo, enti come il National Park Service statunitense e l'organizzazione Leave No Trace raccomandano di non costruire nuove pile di pietre, di non aggiungere sassi a quelle esistenti e di non alterare gli omini già presenti lungo i sentieri. Distinguere un cumulo decorativo da un segnavia autorizzato è spesso impossibile, e abbattere indiscriminatamente tutte le formazioni può essere altrettanto rischioso quanto crearne di nuove.

È importante sottolineare che queste raccomandazioni non si applicano ai luoghi dove gli omini di pietra hanno un valore storico e culturale. Un esempio lampante sono gli "Stoanerne Mandln" (Uomini di pietra) della Val Sarentino, in Alto Adige, la cui presenza è documentata da oltre cinque secoli e attorno ai quali sono nate numerose leggende. Il presidente del CAI Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, ha efficacemente sintetizzato la situazione, paragonando la moda degli omini di pietra alle monetine gettate nella Fontana di Trevi: suggestivi, ma dannosi se trasformati in un fenomeno di massa privo di consapevolezza.

Questa situazione ci invita a riflettere profondamente sul nostro impatto sull'ambiente naturale, anche attraverso gesti che sembrano insignificanti. La montagna, con la sua maestosa bellezza e la sua fragile biodiversità, merita il massimo rispetto. Ogni escursionista ha la responsabilità di essere un custode attento e consapevole, evitando di lasciare tracce del proprio passaggio che possano compromettere l'integrità del paesaggio e la sicurezza altrui. È fondamentale privilegiare la conservazione della natura e il rispetto delle tradizioni, optando per un turismo sostenibile che valorizzi l'autenticità e la bellezza intrinseca degli ambienti alpini, piuttosto che la creazione di effimere opere d'arte per i social media. Un approccio più informato e responsabile è la chiave per garantire che le future generazioni possano godere delle meraviglie della montagna nella loro forma più pura e incontaminata.