

Con l'avanzare della stagione estiva, le maestose vette delle Dolomiti Bellunesi vedono un'intensificazione delle attività escursionistiche e turistiche. Purtroppo, questo incremento di presenze si accompagna a un aumento degli incidenti e delle situazioni di emergenza che richiedono l'intervento del Soccorso Alpino. Per far fronte a questa problematica, è stata riproposta la campagna "Montagna Consapevole", un'iniziativa volta a sensibilizzare il pubblico sull'importanza della prevenzione e della preparazione per godere appieno e in sicurezza degli ambienti montani.
I dati forniti dal Soccorso Alpino e Speleologico Veneto per il 2025 offrono uno spaccato eloquente della situazione. In tutta la regione, si sono registrati ben 1199 interventi, che hanno portato al salvataggio di 1354 persone. A questi si aggiungono 71 operazioni di ricerca per individuare 79 dispersi. Questi numeri non solo confermano una tendenza all'aumento degli interventi negli ultimi anni, ma sottolineano anche la crescente necessità di un approccio più cauto e informato alla montagna.
L'escursionismo emerge come l'attività che genera la maggior parte delle richieste di soccorso, rappresentando il 52,1% del totale. Seguono lo sci (12%), le attività di progressione in montagna con o senza corde (9%), e gli sport aerei e la bicicletta, entrambi al 4%. Le cause più comuni di incidente includono cadute, inciampi e scivolate (22%), problemi fisici o psicofisici (18%), cadute dall'alto e rotolamenti (11%), e la perdita di orientamento (11%). Non mancano poi situazioni dovute a ritardi, sfinimento, la scelta di itinerari troppo complessi rispetto alle proprie capacità o l'uso di attrezzature inadeguate. Un aspetto degno di nota è che oltre il 41% delle persone soccorse è risultato illeso, suggerendo che molti interventi sono dovuti a disorientamento, esaurimento o incapacità di proseguire autonomamente, piuttosto che a gravi traumi.
Il profilo tipico della persona soccorsa nel 2025 sulle montagne venete è prevalentemente maschile (67%), di nazionalità italiana (74%) e impegnato in un'escursione (52%). La fascia d'età più colpita è quella tra i 20 e i 30 anni (18%), seguita da quella tra i 50 e i 60 anni (15%). La campagna "Montagna Consapevole", diffusa attraverso il portale visitdolomitibellunesi.com, evidenzia come la mancanza di consultazione delle previsioni meteorologiche, la scelta di percorsi troppo difficili, l'utilizzo di equipaggiamento non idoneo, la sottovalutazione dei tempi di percorrenza e della stanchezza, e la mancata comunicazione del proprio itinerario siano fattori critici che possono trasformare una gita in un'emergenza.
Il vademecum della campagna, frutto della collaborazione tra Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi, Provincia di Belluno, Fondazione Dolomiti UNESCO, ULSS 1 Dolomiti, CAI Veneto, Guide Alpine del Veneto, Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, AGRAV e Associazione Rifugisti Bellunesi, propone undici indicazioni fondamentali. Tra queste, la pianificazione dettagliata dell'escursione, la verifica delle condizioni meteo e dei bollettini valanghe, l'uso di abbigliamento e calzature appropriate, la partenza al mattino presto e la capacità di rinunciare quando le condizioni non sono ottimali.
Elisa Calcamuggi, responsabile marketing della Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi, sottolinea che "ogni intervento del Soccorso Alpino coinvolge una persona che, partita per una giornata spensierata, si è trovata improvvisamente in difficoltà. Sebbene non si possa eliminare ogni rischio, una migliore informazione può contribuire a ridurlo in modo significativo". Anche il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto è attivamente impegnato sul fronte della prevenzione, avendo dedicato nel 2025 numerose ore a incontri, dimostrazioni e iniziative nelle scuole. Dei 741 soccorritori veneti, oltre 115 mila ore sono state impiegate, con il 75% destinato alla formazione, all'addestramento e alla gestione delle stazioni, a dimostrazione di un impegno costante nella preparazione.
È fondamentale considerare la prudenza e la preparazione non come elementi secondari, ma come pilastri di ogni esperienza montana. Valutare le proprie capacità, conoscere approfonditamente il percorso, monitorare le condizioni meteorologiche e avere la saggezza di ritirarsi in caso di difficoltà sono azioni cruciali per evitare che una piacevole giornata tra i sentieri si trasformi in una situazione critica. La montagna, con la sua bellezza e le sue sfide, richiede rispetto e consapevolezza per essere vissuta appieno e in sicurezza.
