

Il disegno di legge 1552, conosciuto come DDL Caccia o DDL Malan, che mira a modificare la legge sulla protezione della fauna selvatica e le attività venatorie, prosegue con celerità il suo percorso parlamentare. Dopo l'approvazione al Senato, il testo è ora all'esame della Camera dei Deputati, suscitando forti preoccupazioni tra le associazioni ambientaliste e animaliste italiane. Queste ultime denunciano un'accelerazione eccessiva dell'iter approvativo, temendo che la fretta possa compromettere un'analisi approfondita e un dibattito democratico. La riforma, definita da alcuni come "sparatutto", si propone di tutelare la biodiversità e contenere i danni causati dalla fauna selvatica, ma i suoi contenuti specifici e le modalità di approvazione stanno generando una vasta mobilitazione, estendendosi anche al mondo della divulgazione scientifica e ai personaggi pubblici.
Le misure più contestate includono l'estensione dei calendari venatori, l'indebolimento del ruolo dell'ISPRA, l'aumento delle specie cacciabili e l'esclusione del lupo dalle specie protette. Le associazioni criticano una presunta "manovra" per approvare il testo entro l'estate, accusando la maggioranza di forzare regole e procedure. Si evidenziano anche le irregolarità riscontrate durante l'esame al Senato, come audizioni ritenute "fake" e l'occultamento di una lettera di contestazione della Commissione europea, con il rischio di nuove procedure d'infrazione. La mobilitazione vede la partecipazione di figure pubbliche come Alessandro Gassman e Licia Colò, che hanno espresso pubblicamente il loro dissenso e l'invito a mantenere alta l'attenzione sul processo legislativo.
L'allarme delle associazioni per un iter accelerato
Le principali organizzazioni ambientaliste e animaliste italiane, tra cui Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia, hanno lanciato un comunicato congiunto esprimendo la loro profonda preoccupazione per l'accelerazione del processo legislativo del DDL Caccia alla Camera. Le associazioni temono che si stia tentando di approvare il testo in tempi estremamente rapidi, potenzialmente entro l'estate o addirittura il mese di luglio, ignorando un'analisi adeguata e un confronto democratico. Questa "manovra", come viene definita, trascende la semplice tutela della natura, coinvolgendo la stabilità del sistema democratico stesso e sollevando dubbi sulla trasparenza delle procedure parlamentari. La scelta di un periodo come quello estivo, in cui l'attenzione pubblica è solitamente più bassa, è vista come un tentativo deliberato di far passare il provvedimento senza un adeguato scrutinio.
Le critiche si concentrano anche sulle presunte anomalie riscontrate durante l'esame del testo al Senato, con accuse di audizioni superficiali, tagli agli emendamenti e la mancata considerazione di problematiche significative evidenziate, inclusa la sorprendente occultazione di una lettera di contestazione proveniente dalla Commissione europea. Questa situazione prefigura, secondo le associazioni, un approccio ancora più affrettato alla Camera, con l'obiettivo di giungere a un voto finale in tempi strettissimi. Rewilding Apennines, Salviamo l'Orso e Io non ho paura del lupo hanno rafforzato questo allarme, sottolineando i potenziali costi economici dovuti a possibili reazioni da parte di Bruxelles. La loro dichiarazione congiunta evidenzia che "se una legge ha bisogno del silenzio delle vacanze per passare, il problema è la legge stessa", evidenziando la debolezza intrinseca del provvedimento e la mancanza di un consenso ampio e trasparente.
La mobilitazione pubblica e il ruolo della scienza
Accanto alle proteste delle associazioni, il dibattito sul DDL Caccia ha visto un'importante mobilitazione di personaggi pubblici e divulgatori scientifici. Alessandro Gassman, attore noto, ha reso pubblica una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in cui critica il decreto per il suo potenziale impatto sui diritti della comunità e sull'ecosistema, evidenziando come la quasi totalità dei cittadini non pratichi la caccia e come il provvedimento possa compromettere la fauna del paese per le future generazioni. Anche Licia Colò, conduttrice televisiva impegnata nella tutela ambientale, ha manifestato via social la sua preoccupazione, focalizzandosi sulle strategie procedurali adottate, come la "sede redigente", una modalità accelerata che, pur snellendo i tempi, rischia di sottrarre il dibattito all'attenzione del pubblico e di limitare la trasparenza.
Un contributo significativo è arrivato dal mondo della divulgazione scientifica, con lo scienziato ambientale Vincenzo Rizzi che, insieme a noti divulgatori web come Barbascura X, Bio.jack, Zoosparkle e SeliNature, ha analizzato il DDL 1552 sotto il profilo biologico ed ecologico. Il gruppo ha espresso serie perplessità sulle possibili conseguenze tecniche sugli habitat italiani, mettendo in luce il rischio di sovrapposizione con le stagioni riproduttive della fauna e il depotenziamento del ruolo regolatore e scientifico dell'ISPRA. I divulgatori hanno esortato i cittadini a supportare la petizione nazionale "Stop caccia selvaggia" del Wwf Italia, definendo il provvedimento "un attacco alle specie selvatiche" e invitando tutti a parlarne e ad agire. La reazione entusiasta della comunità online, che ha visto anche un temporaneo sovraccarico del sito del Wwf, testimonia l'impatto di questa inedita alleanza tra scienza e attivismo, riassunta dal commento di un utente che li ha definiti gli "Avengers" per la loro mobilitazione in difesa della natura. La speranza comune è che, nonostante i tempi serrati, si possa ancora aprire uno spazio di ascolto e di dialogo democratico, capace di bilanciare le esigenze gestionali con la salvaguardia del patrimonio naturale.
