

Il panorama del turismo montano italiano è caratterizzato da una dicotomia significativa: da un lato, le destinazioni più celebri attirano flussi massicci di visitatori, spesso concentrati in periodi specifici, trasformandosi in scenari da cartolina per fotografie istantanee. Dall'altro, un'anima più riservata della montagna si dedica a una valorizzazione autentica, proponendosi non come semplice sfondo, ma come crocevia di incontri tra residenti e viaggiatori, in un'ottica di parità e rispetto reciproco. Questa narrazione emerge con forza al X Summit delle Bandiere Verdi, dove si delinea una nuova frontiera per la misurazione del valore generato dai territori montani.
La Misurazione Innovativa del Valore Aggiunto Comunitario (VAC)
L'Italia ospita un ricco tessuto di comunità montane, alcune delle quali si trovano "nell'ombra" delle grandi rotte turistiche, ma che rappresentano veri e propri baluardi di resilienza. A queste realtà, Legambiente conferisce annualmente le "Bandiere Verdi" (BV), un riconoscimento che celebra l'impegno verso un'accoglienza rinnovata e un'economia montana che ridefinisce i propri principi. Queste iniziative, spesso sostenute da una profonda passione e dal volontariato degli abitanti, incarnano un modello di sviluppo che va oltre i meri calcoli economici. Da questa osservazione scaturisce l'iniziativa di istituire il Valore Aggiunto Comunitario (VAC), un parametro innovativo per quantificare l'impatto delle attività promosse dalle Bandiere Verdi, sia in termini monetari sia nel loro contributo al benessere sociale.
Luca Rota, studioso delle terre alte e coordinatore della "Carovana dell'Accoglienza Montana" di Legambiente Alpi insieme a Maurizio Dematteis, ha evidenziato come l'idea del VAC sia emersa durante il Summit 2025 delle Bandiere Verdi a Orta San Giulio. I gruppi di lavoro, dedicati al turismo sostenibile e all'agricoltura di montagna, hanno rivelato che il successo di molte piccole attività è intrinsecamente legato al volontariato e alla dedizione. Queste conversazioni hanno dato vita alla Carovana, una rete che oggi connette circa 35-38 Bandiere Verdi, facilitando lo scambio di esperienze e la collaborazione territoriale.
Il progetto, definito un "pilota", si prefigge di correlare i dati economici con gli aspetti "umanistici" derivanti dall'impegno delle Bandiere Verdi. Sebbene queste attività siano spesso di piccola scala, le oltre 300 Bandiere Verdi distribuite sull'arco alpino costituiscono un segmento socio-economico significativo. La sfida scientifica, affrontata da un comitato di geografi, sociologi ed economisti coordinato da Cesare Emanuel, consiste nel trasformare narrazioni e storie in indici quantificabili, capaci di esprimere la capacità di queste comunità di "fare comunità" e di generare utilità sociale. L'obiettivo è sviluppare formule e algoritmi che integrino bilanci aziendali con fattori finora considerati non misurabili, come il sostegno alla socialità e la coesione locale, elementi cruciali per un turismo che valorizza residenti e visitatori in egual misura.
Per raccogliere i dati necessari, è stato somministrato un questionario a un campione di 26 Bandiere Verdi, focalizzandosi sia su indicatori economici sia su testimonianze dirette degli effetti del loro lavoro sulle comunità. Questi "fattori umani" sono al centro di un approccio che mira a un'esperienza autentica, contrapponendosi al turismo di massa che spesso subordina la comunità locale alle esigenze del visitatore. Le analisi preliminari hanno confermato la straordinaria energia e la passione di queste realtà, che danno vita a progetti capaci di interpretare profondamente il territorio. Tuttavia, emerge anche un limite: lo scarso supporto da parte delle istituzioni pubbliche, spesso orientate a un turismo di grandi numeri, e la frammentarietà delle collaborazioni istituzionali, prive di una visione a lungo termine.
Un altro problema evidenziato è lo "sfarinarsi" delle comunità nella "montagna di mezzo", la fascia altitudinale tra i 600 e i 1500 metri. Qui, la capacità di aggregazione è diminuita, e gli abitanti faticano a riconoscere il valore del vivere in montagna, dove la collaborazione volontaria e l'adattamento sono essenziali. Economicamente, molte attività sono in perdita, e il volontariato, pur compensando, non garantisce una solidità strutturale. A ciò si aggiunge la carenza di rappresentatività politica dei territori montani, con piccole amministrazioni comunali che spesso mancano di personale e risorse.
Gli obiettivi del VAC sono molteplici: fornire alle Bandiere Verdi una chiara comprensione del loro impatto sociale e umano, creare progetti di rete solidi per accedere a finanziamenti europei e nazionali, e, in futuro, redigere un "bilancio del VAC" che ogni realtà possa presentare alla propria comunità, dimostrando il valore concreto del proprio operato. I dettagli di questa ricerca sono disponibili nel rapporto "Controvento" della Carovana delle Alpi, scaricabile gratuitamente dal sito di Legambiente.
Questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale per ripensare il rapporto tra uomo e montagna, un invito a guardare oltre i parametri tradizionali e a riconoscere il valore inestimabile delle comunità che, con passione e dedizione, forgiano un futuro più sostenibile e inclusivo. È un monito per la politica e le istituzioni a investire in un modello di sviluppo che non si limiti al mero PIL, ma che consideri la ricchezza delle relazioni umane, del volontariato e della coesione sociale come pilastri per la prosperità dei territori montani. In un'epoca di cambiamenti rapidi, la montagna ci offre una lezione di resilienza e di autenticità, invitandoci a riscoprire l'importanza di "fare comunità" per un benessere diffuso e duraturo.
