

La diciannovesima frazione del Tour de France 2026 è entrata negli annali del ciclismo. Il primato di Marco Pantani, considerato da molti insuperabile, è stato infranto dopo trentun anni. Pogačar, affrontando l'Alpe d'Huez, ha offerto uno spettacolo memorabile, lasciando il pubblico a bocca aperta e stabilendo un nuovo record nella scalata, l'ennesima dimostrazione del suo talento.
Il campione del mondo sloveno, vestito con la Maglia Gialla, ha sbaragliato i suoi avversari uno dopo l'altro. Tra gli ultimi a cedere ci sono stati un brillante Richard Carapaz, vincitore del giorno precedente, e Lenny Martinez. Entrambi hanno dimostrato grande coraggio, elevando il livello della competizione. Pogačar ha completato la salita dell'Alpe d'Huez in un tempo impressionante di 35 minuti e 27 secondi. Il percorso di 13,8 km con una pendenza media dell'8,1% è stato coperto ad una velocità media di 23,34 km/h, al termine di una tappa di 127,9 km con 3.500 metri di dislivello. Questo risultato è stato 1 minuto e 13 secondi inferiore al tempo di Pantani, che nel 1995 impiegò 36 minuti e 40 secondi, dopo aver già affrontato il Col de la Madeleine e il Col de la Croix de Fer nella decima tappa di 162,5 km. Nonostante il record sia stato superato, il leggendario status del Pirata rimane intatto.
Pogačar ha lanciato il suo attacco a 12,8 km dal traguardo e ha mantenuto un'andatura progressiva, senza strappi bruschi, ad eccezione degli ultimi due chilometri, dove ha dovuto accelerare con alcuni scatti per distanziare Carapaz e Martinez. Per un breve tratto, "Pogi" ha potuto beneficiare della scia del compagno Adam Yates, ma per il resto ha affrontato la salita da solo, sfidando il vento. Il suo VAM (Velocità Ascensionale Media) è stato eccezionale, raggiungendo i 1.902 m/h. Questi valori sono quasi identici a quelli registrati nel tratto finale del Tourmalet (1.918 m/h) durante la sesta tappa, e assumono un significato ancora maggiore considerando che si è trattato della conclusione della terza settimana di gara. Con un VAM di 1.902 m/h, un tempo di 35'27", un peso corporeo stimato tra i 65-66 kg e una massa mobile (bici + ciclista) di circa 73 kg, la potenza sviluppata è stata costantemente superiore a 430 watt, più precisamente tra 440 e 450 watt. Di conseguenza, Pogačar ha scalato l'Alpe d'Huez mantenendo un rapporto potenza/peso tra 6,8 e 7 W/kg, numeri che proiettano questa performance tra le più straordinarie nella storia del ciclismo moderno.
Le gesta di Tadej Pogačar ci ricordano che l'eccellenza e la dedizione possono portare a superare limiti apparentemente invalicabili. Il suo trionfo non è solo un record sportivo, ma un inno alla volontà e alla perseveranza, dimostrando che con passione e impegno si possono raggiungere vette inesplorate, ispirando tutti a perseguire i propri sogni con determinazione.
