

La montagna che non si ferma: adattarsi ai cambiamenti in corso sulla Marmolada
Il Cambiamento Inaspettato del Ghiacciaio in Pochi Giorni
Giacomo Friso, uno dei gestori del rifugio Capanna di Punta Penia, situato a 3343 metri, ha osservato una trasformazione sorprendente del ghiacciaio della Marmolada in soli sei giorni. Al suo ritorno sulla via normale all'inizio di luglio, dopo meno di una settimana dal suo precedente passaggio, ha notato un paesaggio quasi irriconoscibile. La neve che solitamente copriva il ghiaccio all'inizio della stagione era quasi completamente scomparsa, lasciando emergere una superficie scura, ricoperta di detriti e solcata da fessure e rivoli d'acqua. Friso ha descritto la scena come inquietante, un'immagine ben lontana dall'idea tradizionale di un ghiacciaio bianco e cristallino.
L'Impressione del Ghiacciaio Nero e la Fusione Accelerata
Friso ha aperto il rifugio più alto delle Dolomiti all'inizio di giugno. Nonostante un accumulo di neve dovuto al vento sul lato dell'ingresso, la quantità complessiva di neve era inferiore rispetto all'anno precedente. L'arrivo di un'ondata di calore ha accelerato ulteriormente la fusione: la neve si scioglieva non solo di giorno in giorno, ma di ora in ora, a una velocità allarmante. Questa rapida diminuzione del manto nevoso ha lasciato il ghiacciaio esposto, contribuendo alla sua colorazione scura e alla sua vulnerabilità ai cambiamenti climatici.
Quindici Giorni di Temperature Elevate: Il Dettaglio Climatico
Le osservazioni di Friso sono corroborate dai dati di MarmoladaMeteo, un progetto indipendente guidato da Flavio Tolin dal 2021. A giugno, la stazione di Punta Penia ha registrato una temperatura media di 2,59 °C, che è salita a 6,31 °C nella seconda metà del mese. Tra il 18 e il 30 giugno, per tredici giorni consecutivi, la temperatura minima non è mai scesa sotto i 2,1 °C. Il 25 giugno, la massima ha toccato i 12,9 °C, quasi eguagliando il record del 2025. Entro la fine del mese, la neve in alta quota era quasi del tutto sciolta. Dopo un breve periodo più fresco all'inizio di luglio, le temperature notturne sono rimaste costantemente positive dal 7 al 17, tra 0,2 e 3,9 °C. Nella settimana successiva, per cinque giorni su sette, le massime hanno superato i 10 °C.
La Persistenza del Caldo e l'Impatto sul Ghiacciaio
Per la sopravvivenza del ghiacciaio, è cruciale la durata delle temperature elevate, il numero di ore sopra lo zero e la capacità di raffreddarsi e rigelarsi durante la notte. Tolin ha evidenziato che con quattro o cinque gradi e il 90% di umidità notturna, il ghiacciaio non riesce a rigenerarsi. In queste condizioni, l'aria satura riduce l'evaporazione e la sublimazione, impedendo il raffreddamento superficiale. Il ghiacciaio continua a perdere massa anche di notte, senza possibilità di recupero. Tolin ha descritto il ghiacciaio della Marmolada come "nero pece", sottolineando come questa colorazione influenzi direttamente il suo bilancio energetico.
L'Accelerazione della Fusione: Il Ghiacciaio Nero
Il colore superficiale del ghiacciaio gioca un ruolo fondamentale nel suo destino. Mentre la neve fresca riflette gran parte della radiazione solare, il ghiaccio più antico, spesso contaminato da polveri e impurità, ne assorbe una quantità maggiore. Questo assorbimento energetico alimenta la fusione, creando un circolo vizioso: meno neve significa più ghiaccio esposto, che assorbe più calore e si scioglie più velocemente, concentrando ulteriormente i detriti scuri sulla superficie. Se uno strato sottile di detriti accelera la fusione, una copertura rocciosa più spessa può rallentarla isolando il ghiaccio. Sulla Marmolada, la precoce scomparsa della neve espone il ghiaccio scuro e le impurità per un periodo più lungo, accelerando ulteriormente la sua trasformazione.
Le Nuove Sfide per l'Alpinismo e la Sicurezza
L'assenza di gelo notturno non solo influenza la massa del ghiacciaio, ma mette in discussione anche le tradizionali pratiche alpinistiche, come la partenza anticipata per trovare neve e ghiaccio solidi. Friso ha notato che gli alpinisti chiedono ancora l'orario migliore per partire, ma ha dovuto spiegare che il gelo notturno è ormai un ricordo. Questo non significa arrampicare nel pomeriggio, ma non dare più per scontato che il ghiacciaio sia rigelato al mattino. Quando le temperature rimangono positive tutta la notte, i ponti di neve sui crepacci possono indebolirsi, il ruscellamento continua e la superficie non recupera la durezza necessaria. La scomparsa della neve espone ghiaccio vivo, fessure e tratti instabili, alterando gli accessi alle vie e aumentando il rischio di caduta di pietre e detriti dalle pareti circostanti. Friso ha sottolineato che oltre ai crepacci, il pericolo maggiore potrebbe essere rappresentato dalla caduta di rocce e detriti, specialmente dopo il tragico evento del 3 luglio 2022, quando un distacco di ghiaccio causò la morte di undici persone. Il riscaldamento globale sta alterando le condizioni fisiche della montagna, rendendo le vecchie regole sempre meno affidabili.
Interpretare i Segnali di un Paesaggio in Evoluzione
Non tutti coloro che raggiungono Punta Penia interpretano i segnali della montagna allo stesso modo. Friso ha osservato una grande disparità tra i visitatori: alcuni, esperti e ben informati, affrontano la salita con l'attrezzatura e l'esperienza adeguate; altri, invece, sembrano non comprendere appieno le condizioni ambientali. Questa mancanza di consapevolezza non deriva sempre da superficialità. Molti visitatori stranieri, alla loro prima esperienza sulla Marmolada, non hanno un riferimento storico per confrontare il paesaggio attuale. Non avendo visto il ghiacciaio in condizioni precedenti, potrebbero considerare normale lo stato attuale, trascurando la fusione accelerata e la scomparsa del gelo notturno.
L'Urgenza di Imparare a Interpretare una Montagna che Cambia
Comprendere la Marmolada, e altre montagne, in modo critico significa andare oltre la semplice domanda se una via sia aperta. Richiede di interpretare i dati meteorologici, come la temperatura minima notturna e l'altezza dello zero termico. Implica osservare il colore della superficie, la neve residua, i rivoli d'acqua, le fessure e la crescente distanza tra il ghiacciaio e le attrezzature degli itinerari. Significa anche accettare la rapidità con cui la montagna può cambiare aspetto e condizioni. La crisi climatica rende difficile l'interpretazione basata su regole ereditate dal passato: sposta le stagioni, modifica i percorsi, riduce o annulla le finestre di tempo favorevoli e rende l'esperienza passata meno affidabile se non confrontata con le condizioni attuali. A Punta Penia, Flavio Tolin registra ogni quindici secondi le variazioni atmosferiche, mentre Giacomo Friso osserva la scomparsa della neve e la scarsità d'acqua. Di fronte al ghiacciaio scuro della Marmolada, siamo chiamati a chiederci se siamo ancora in grado di riconoscere la montagna che abbiamo davanti.
