

La Regione Piemonte ha recentemente deliberato un piano di investimento di 10 milioni di euro, attingendo al Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT), al fine di sostenere e rivitalizzare le comunità che popolano le sue aree montane. L'iniziativa mira a garantire la continuità dei servizi fondamentali, migliorare la vivibilità e promuovere nuove opportunità di crescita economica e sociale. Questa mossa strategica sottolinea l'importanza di preservare il tessuto sociale e infrastrutturale delle terre alte, combattendo lo spopolamento e offrendo ai residenti le risorse necessarie per un futuro sostenibile.
L'impegno del Piemonte verso le sue regioni montane si manifesta attraverso una serie di azioni concrete. Per assicurare una rapida implementazione degli interventi, una prima tranche di 5 milioni di euro è già stata erogata. Questo stanziamento si aggiunge a precedenti investimenti, come i 4 milioni di euro per il recupero dei terrazzamenti storici, il milione di euro per l'installazione di defibrillatori nei rifugi alpini e i 3,6 milioni per la prevenzione del dissesto idrogeologico. Tali misure riflettono una visione complessiva che mira non solo a migliorare l'attrattiva turistica ma anche a rafforzare la residenzialità.
Un aspetto cruciale di questo programma è il supporto alle nuove generazioni, con un focus specifico sull'istruzione nelle aree di montagna. Un significativo importo di oltre 6 milioni di euro è stato richiesto e destinato ai servizi scolastici per la fascia d'età 0-14 anni. Questo investimento evidenzia come l'istruzione sia riconosciuta come un pilastro fondamentale per la tenuta demografica e per incentivare le famiglie a stabilirsi e a crescere i propri figli in queste aree. La scuola, infatti, agisce come un presidio essenziale, fornendo servizi educativi di qualità che rappresentano un motivo concreto per rimanere, investire e prosperare nelle valli montane. L'assessore regionale allo Sviluppo della Montagna, Marco Gallo, ha sottolineato l'importanza di tali investimenti per contrastare lo spopolamento e sostenere le famiglie, rendendo le montagne un luogo attraente per vivere e lavorare.
Le Unioni Montane giocano un ruolo centrale in questa strategia. Nate dalla legge regionale del 2014, queste entità hanno sostituito le precedenti Comunità Montane, con l'obiettivo di gestire in modo coordinato le funzioni e i servizi comunali, ottimizzando le risorse disponibili. Comprendono comuni classificati come montani o parzialmente montani, con meno di 3.000 abitanti, e costituiscono la rete operativa attraverso cui la Regione veicola i fondi, trasformando gli stanziamenti in servizi tangibili per i cittadini. Questa struttura assicura che gli investimenti siano gestiti in modo efficace e rispondano direttamente alle necessità delle comunità locali, promuovendo uno sviluppo equo e sostenibile.
Questo ingente stanziamento di fondi rappresenta un passo significativo verso la creazione di una montagna dove non solo è possibile soggiornare, ma anche scegliere di vivere pienamente, con accesso a servizi di qualità e opportunità di crescita. L'attenzione particolare ai servizi scolastici e alla prevenzione del dissesto idrogeologico dimostra un approccio olistico alla valorizzazione del territorio montano, mirando a creare un ambiente più sicuro, dinamico e accogliente per residenti e visitatori.
